Perchè la condensa sui muri?

Posted by on Mag 20, 2016 in Consigli di Fersol | 0 comments

Perchè la condensa sui muri?

 

Condensa sui muri? Prima di tutto bisogna capire che cos’è effettivamente la condensa.

Se dovessimo dare una definizione precisa diremmo che è l’acqua che si forma in seguito alla condensazione del vapore, cioè attraverso un passaggio dallo stato aeriforme a quello liquido, dovuta a raffreddamento o ad un aumento della pressione.

Purtroppo molti ambienti abitati sono colpiti da questo problema e le conseguenze sono piuttosto sgradevoli: grandi macchie di umidità. In questi ultimi anni, addirittura, questo fenomeno si è andato sempre più accentuando e forse perché la scelta dei materiali non è sempre ben oculata oppure per cause tecnico-costruttive. Fatto sta che la condensa rimane tuttora una delle problematiche più difficili da risolvere in ambito dell’edilizia.

Le macchie di muffa che si formano diventano un simbolo negativo di confort e benessere ambientale, oltre che di estetica. A lungo andare, poi, queste macchie di condensa portano allo sfaldamento dell’intonaco e dei materiali isolanti posti all’interno delle pareti e addirittura alla formazione di colonie fungine

Che cosa fare dunque?

Innanzitutto bisogna partire da una corretta progettazione di tutti quei componenti che andranno a garantire una adeguata tipologia costruttiva, scegliendo i prodotti più idonei, valutare la posa in opera dei materiali più idonea, svolgendo anche, qualora se ne presentasse la necessità, delle verifiche termoigrometriche prima di iniziare i lavori. Infatti quando si parla di verifica termoigrometrica si intende fare una valutazione sulle diverse probabilità di formazione di condensa all’interno di un materiale stesso o di una muratura che deve svolgere particolari condizioni di esercizio.

Per calcolare correttamente lle cadute di pressione e di temperature in una parete è necessario seguire una precisa procedura:

  • com’è composta la parete;
  • qual è lo spessore dei materiali che formano la parete,
  • quali sono le resistenze termiche dei materiali;
  • quanto sono permeabili al vapore i materiali che compongono la parete;
  • le adduttanze degli strati liminari, cioè il flusso di calore secondo la norma UNI 7357-74.

L’obiettivo principale è sempre quello legato al comfort e al benessere abitativo, pertanto il rapporto temperatura-umidità va valutato accuratamente, tenendo conto che a 20°C l’umidità relativa dell’aria dovrebbe essere compresa tra il 50 ed il 70% per garantire il giusto benessere alle persone che abitano e vivono in quel determinato ambiente.

L’eccessiva umidità all’interno dei vari ambienti è causata in particolar modo da una produzione costante di vapore da parte degli occupanti delle case e in particolar modo quando cucinano, si lavano, asciugano la biancheria ecc…). Succede quindi che per riattivare lo stato di benessere e per evitare la formazione di muffe tutta l’acqua formata di aria umida deve essere smaltita. Questo problema oggi è molto sentito perché le scelte che vengono fatte in funzione del risparmio energetico
hanno portato all’aumento di tenuta dei serramenti, riducendo drasticamente il flusso di ricambio d’aria all’interno degli edifici, aggravando così la condensazione superficiale. Questo ci fa capire che è necessario ventilare maggiormente gli ambienti aprendo spesso le finestre
Inoltre è importante che le superfici interne, come muri, solai e pavimenti siano in grado di “assorbire” il più possibile l’umidità dell’aria presente nell’ambiente per poi restituirla in un secondo tempo.

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