I tetti ventilati

Posted by on Mar 9, 2018 in Consigli di Fersol | 0 comments

I tetti ventilati

Oggi si parla molto di isolamento termico e non solo per un risparmio energetico, ma anche per un comfort migliore all’interno delle abitazioni. Una soluzione efficace ed efficiente può essere il tetto ventilato, che contribuisce tantissimo alla soluzione di un buon isolamento, rendendo anche più funzionale sia il riscaldamento, sia il raffreddamento all’interno delle case. Le coperture dei tetti infatti sono fondamentali perché hanno la funzione di proteggere l’abitazione dagli agenti atmosferici esterni, garantendo una buona impermeabilità all’acqua, resistenza al vento e un efficiente  isolamento termico al fine di  ottenere la minima dispersione energetica. Per questo motivo è importantissimo fare delle coperture con determinati requisiti  affinché si possa ottenere il più possibile una riduzione  del picco dell’onda termica nel passaggio dagli strati esterni a quelli interni della copertura.

Il tetto ventilato è una nuova tecnologia che si può applicare a maggior ragione nelle case indipendenti, ma non solo. Questo è un sistema, infatti, moderno e chi fosse, eventualmente interessato ad adottarlo, può trovare ovunque delle informazioni ad hoc e delle schede tecniche in cui vengono spiegati i vari passaggi e i relativi risultati. Conoscere i dati tecnici, infatti, risulta essere importante anche se il lavoro viene svolto da un’impresa, perché in questo modo sarà facile capire le fasi di realizzazione del tetto stesso, da parte dei professionisti del mestiere.

Come funziona un tetto ventilato?

Il tetto ventilato o anche detto  tetto freddo viene realizzato inserendo  uno spazio di ventilazione, che separa gli strati, posizionato tra isolamento e sovracopertura.

Dal punto di vista tecnologico la copertura con tetto ventilato deve prevedere dei passaggi ben precisi, procedendo dall’interno per poi andare verso l’esterno:
– valutare il tipo di pendenza;

– quale strato di tenuta al vapore inserire;
– l’elemento più utile all’isolamento;

–  lo strato di ventilazione che si vuole ottenere

– il manto di copertura, con previste aperture di areazione in corrispondenza sia del colmo sia della gronda.

 

E’ facile perciò intuire che adottando un tetto freddo lo strato di ventilazione migliora moltissimo, portando l’edificio ad un valido isolamento termico della copertura. Infatti, grazie alla ventilazione ottenuta, il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo così quei fenomeni fastidiosi e problematici legati alla condensa. Per ottenere questo  meccanismo, l’aria esterna deve entrare nell’intercapedine dalla gronda e deve uscire dal colmo del tetto attraverso un mezzo di sfiato. In questo modo succede che  in inverno la ventilazione permette al  materiale isolante di rimanere asciutto, evitando così le famose condense, mentre  in estate l’aria fresca, che entra sempre dalla gronda, si riscalda nell’intercapedine e diventa più leggera e fuoriesce dal colmo, portando via calore alla struttura.

Di solito i tetti ventilati vengono realizzati per rendere abitabili gli ambienti sottotetto.
E’ importante ricordare che il tetto ventilato può essere adottato sia in edifici di nuova costruzione, sia durante una ristrutturazione attraverso l’applicazione di pannelli al di sotto del tetto, creando una intercapedine di aria lungo tutta la falda per evitare fenomeni di accumulo di aria a temperature diverse oppure  frenare la libera circolazione dell’aria.

In conclusione possiamo dire che questo tipo di tetto può eliminare la condensa, e in contemporanea bisogna  aggiungere  anche il raggiungimento della tutela della salute di tutta la famiglia. Infatti tale struttura consente di mantenere il più possibile una temperatura costante sia nella parte del tetto, sia negli ambienti sottostanti, rendendo più salubre l’aria. Inoltre l’investimento iniziale per la realizzazione dell’opera sarà recuperato in poco tempo grazie alla limitazione dei costi energetici.

 

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