Bioedilizia e materiali

Posted by on Apr 6, 2018 in Consigli di Fersol | 0 comments

Bioedilizia e materiali

Il termine bioedilizia è nato in Germania negli anni Settanta. Negli anni si è poi sviluppata attraverso l’utilizzo dei principi ecologici e ha preso il soprannome di sviluppo sostenibile. Diciamo che questo metodo di lavorare è diventato oggi un nuovo approccio culturale, infatti si progettano edifici e costruzioni varie nel rispetto dell’ambiente, limitando il più possibile proprio l’impatto ambientale.

L’uomo ha cercato costantemente di migliorare le caratteristiche delle proprie abitazioni, sia dal punto di vista del comfort, sia dell’igiene. A tal fine ha adottato strategie di sfruttamento dell’ambiente per ottenere lo sfruttamento di quello che la natura offriva  immediatamente: dei  luoghi  adatti ad edificare, dei ripari naturali, la protezione del suolo, la giusta luce e il giusto calore del sole, nonché dei materiali da costruzione (legno, pietre, terra, argilla, ecc.). Con il passare del tempo il modo di costruire ha perso lentamente il carattere artigianale, per abbracciare sempre più le nuove tecnologie. L’uomo si è sempre migliorato nella ricerca, nella tecnologia, sfruttando al massimo ciò che gli viene offerto offerte dalla natura, per produrre nuovi materiali che siano in grado di migliorare la qualità delle sue abitazioni. Ha  così modificato  i luoghi, ha prodotto  mattoni, vetri,  sistemi fognari, i vari materiali isolanti ecc… Però l’attenzione verso la sostenibilità di un progetto di costruzione è stato legato alle varie risorse energetiche disponibili, soprattutto con i combustibili fossili. In questo modo nel mondo si è costruito a dismisura, soprattutto nei Paesi più sviluppati economicamente, perdendo di vista il rapporto con l’ambiente circostante. Quello che contava era realizzare il più possibile da un lotto di terreno, da un edificio ecc…, a seconda delle varie tecnologie a disposizione.

Proprio a partire dagli anni Settanta nasce l’esigenza di verificare se questa modalità di lavoro nascondesse dei problemi effettivi, così in quel periodo si verificano diversi cambiamenti nel modo di lavorare nell’edilizia::

  • cominciano a prendere piede le idee ecologiste;
  • nascono le problematiche di salute dovute all’inquinamento;
  • la diminuzione rapidissima della disponibilità dei combustibili fossili.

E’ cominciata quindi una vera e accanita ricerca delle sostanze inquinanti per l’ambiente e quale impatto anche sulla salute dell’uomo. Successivamente si è sommato anche il modo di risparmiare a livello energetico, visto l’elevato costo dei carburanti fossili. Uno degli effetti positivi di questi nuovi impulsi è un ritorno a porre l’attenzione verso la natura e le risorse che ci può offrire.

A questo punto si è cominciato a parlare di materiali ecosostenibili nel campo della bioedilizia e della bioarchitettura per rispondere naturalmente alle richieste del problema ambientale e del crescente inquinamento.

 La bioedilizia infatti ha deciso di utilizzare materiali ecologici e non inquinanti, cercando di diminuire e limitare il più possibile il consumo di quelle energie che non sono rinnovabili, tenendo conto dell’ambiente, della salute dell’uomo e del risparmio energetico. Quando si utilizzano i materiali bisogna sempre tenere presente alcuni fattori: tutto il loro ciclo di vita e delle possibili ricadute che ogni fase, dalla produzione all’utilizzo fino allo smaltimento, determina sull’ambiente., cioè con basse emissioni inquinanti. Infine dovranno essere scelti in base alle loro caratteristiche e avere qualità di coibentazione, igroscopicità, isolamento e accumulo del calore.

 

I materiali maggiormente usati nella bioedilizia sono: il legno, il sughero, la fibra di cellulosa, blocchi in calcestruzzo e argilla espansa, blocchi cassero in legno cemento.

E’ importante scegliere quei materiali prodotti in luoghi più vicini possibili al sito di lavoro per ridurre i costi di trasporto e l’inquinamento dei mezzi utilizzati per lo spostamento.

Infine la scelta deve essere legata soprattutto alla possibilità di riciclo che questo materiale potrà avere in futuro.

 

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