La maggior parte degli edifici esistenti sono stati costruiti senza tener conto di precisi criteri di efficienza energetica, perciò le spese di riscaldamento e di climatizzazione sono enormi. Per questo motivo è nata la necessità di isolare correttamente tutte le abitazioni sia nuove sia già esistenti con materiali adeguati e ben trattati, resi più resistenti all’acqua, al fuoco e agli insetti. Un buon sistema di isolamento termico riduce i consumi delle risorse energetiche e di conseguenza l’inquinamento atmosferico per prevenire l’effetto serra dovuto all’immissione dei gas inquinanti che si formano in tutti i processi di combustione.

La soluzione maggiormente proposta dalle ditte per migliorare le caratteristiche termiche delle pareti di questi edifici è l’isolamento tramite insufflaggio nell’intercapedine. Attraverso questa tecnica la cellulosa sotto forma di fiocchi viene spinta all’interno delle intercapedini vuote attraverso un tubo flessibile, collegato ad un macchinario di preparazione del materiale, chiamato insufflatore.
Con questo sistema si sfruttano e si isolano tutte quelle parti dell’edificio che a causa della loro conformazione, sarebbero irraggiungibili. Il risparmio energetico va dal 25% al 35% sulle spese di riscaldamento e contemporaneamente crea all’interno dell’edificio un benessere termico perché isola sia dal caldo dell’estate, sia dal freddo dell’inverno.
La fibra di cellulosa è considerata, fra tutti i vari materiali isolanti, la più economica, visto la velocità nell’applicazione. Il lavoro, infatti, è svolto quasi sempre in una sola giornata di lavoro e senza comportare disagi per il committente: l’ambiente rimane abbastanza pulito e, generalmente, in una giornata il lavoro è completato. Si può scegliere in quale modo insufflare, cioè si può forare la facciata sia sul lato interno che esterno, in base alle condizioni dell’edificio e alla tipologia di lavoro che si deve andare a fare.
Nei sottotetti o sui solai accessibili non si utilizza la tecnica dell’insufflaggio, ma la fibra di cellulosa stabilizzata viene stesa uniformemente, come fosse un unico pannello. Nei tetti in legno è possibile riempire l’intercapedine vuota che si trova tra i due tavolati delle falde. Questa modalità permette di migliorare moltissimo la coibentazione.
Ci sono inoltre altri vantaggi:
nessuna necessità di malte o colle;
nessuna pratica edilizia di inizio lavori;
immediata valutazione della riuscita dell’intervento tramite un’accurata indagine termografica;
questo tipo di isolamento non richiede manutenzione e una volta fatto è per sempre.
La fibra di cellulosa è un isolante naturale e pertanto, come tutti i materiali naturali, lascia traspirare l’abitazione. Si ottiene dalla carta riciclata, quindi non è necessario sprecare energia per lo smaltimento e per il macero. Oltre ad essere impiegata per l’isolamento su strutture nuove, diventa un’ideale soluzione per case già costruite, dove le problematiche sono maggiori. La fibra di cellulosa, infatti, si rivela particolarmente indicata per i vecchi edifici vista la sua speciale modalità di applicazione, visto che non necessita di grandi operazioni, né di cambiamenti drastici delle strutture murarie. Soprattutto gli immobili costruiti negli anni Settanta sono quelli che più si prestano all’isolamento tramite fibra di cellulosa, sia nelle intercapedini tra i muri, sia nei sottotetti, sia nei tetti in legno a doppio tavolato e nei solai leggeri. Perché il lavoro venga eseguito con la massima precisione, l’intervento di insufflaggio a secco sarà monitorato con la video ispezione dell’intercapedine. In questo modo si ha la sicurezza che non ci siano eventuali impedimenti e che si possa garantire l’uniformità dell’applicazione.



