Isolamento termico e ambiente

Posted by on Apr 9, 2015 in Consigli di Fersol | 0 comments

Isolamento termico e ambiente

Molti degli edifici già esistenti sono stati costruiti senza precisi criteri di efficienza energetica e questo comporta per le famiglie spese esagerate di riscaldamento e di climatizzazione. Basti pensare ad esempio a quelli realizzati nel dopoguerra che sono tra quelli che presentano maggiori problemi, in quanto in assenza di leggi in materia sono spesso stati realizzati con involucri scadenti e senza strato isolante. Ma lo stesso problema si può rilevare in molti altri edifici realizzati fino all’entrata in vigore, e all’effettiva applicazione della Legge 10/91 sul risparmio energetico.
Altri fattori importanti concorrono a definire la composizione dell’involucro:
• la tipologia dell’edificio (ad esempio, a seconda che si tratti di edifici isolati, a torre o a schiera ci saranno tecniche costruttive differenti e, quindi, materiali differenti)
• la localizzazione geografica e le tradizioni costruttive locali (una baita montana sarà costituita da materiali differenti rispetto ad un villino cittadino, o ad una casa sul mare).

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Pertanto si è puntato alla ricerca di nuove metodologie innovative per risolvere i problemi dovuti all’isolamento termico e acustico, cercando di garantire sempre più risultati certi.
Si può parlare di diversi tipi di isolanti, tra cui ricordiamo gli isolanti sintetici e gli isolanti naturali.
Gli isolanti sintetici sono quei materiali derivanti da un lungo e complesso processo di lavorazione del petrolio, come la fibra di poliestere, il polistirene espanso sinterizzato o estruso, il poliuretano espanso, il polietilene espanso ecc…. Effettuando un’analisi economica dei diversi materiali isolanti, sicuramente gli isolanti sintetici appariranno tra quelli più convenienti. Se però ci soffermiamo a valutare, non solo il costo in Euro ma anche quello ambientale, ci dobbiamo porre alcune domande: quale sarà il prezzo che dovrà pagare in un futuro prossimo il nostro pianeta Terra? Quale impatto sull’ambiente e sulla salute avranno gli isolanti sintetici? Per valutare correttamente l’impatto ambientale di un materiale occorre seguire la strada del bilancio ecologico, termine che indica lo studio di vari fattori che vanno a costituire l’impatto che un materiale ha sull’ambiente. Gli isolanti sintetici hanno un impatto molto elevato sul consumo delle risorse naturali, poiché la materia prima, cioè il petrolio, deve essere trasportata per lunghe distanze prima di giungere, attraverso le varie fasi di lavorazione, all’utente finale. Il ciclo produttivo degli isolanti sintetici richiede un forte impatto dovuto all’inquinamento prodotto dall’industria petrolchimica, responsabile della maggior quantità di emissioni di anidride solforosa e composti azotati, e dai gas utilizzati come agenti espandenti (che continuano ad essere emessi nell’atmosfera anche dal materiale installato). Pertanto l’inquinamento è molto elevato.
Gli isolanti naturali sono quei materiali di origine naturale, che non presentano cioè componenti di origine sintetica e petrolchimica. Questo tipo di materiale è prodotto partendo da materie prime rinnovabili, con processi di produzione e installazione non dannosi per l’ambiente e per l’uomo, inoltre sono riciclabili e biodegradabili e richiedono un basso contenuto di energia per il loro ciclo di vita. Un fattore molto importante infatti da tener presente nella scelta di un isolante naturale è il suo impatto ambientale globale, che deve essere valutato considerando le varie fasi del ciclo di vita del materiale.
Perché investire nel risparmio energetico?
Attualmente più di 21 miliardi di tonnellate di CO2 e altri gas “serra” sono emessi nell’atmosfera a causa dell’uso massiccio di combustibili fossili. E’ quindi necessario porre l’attenzione sulla responsabilità che tutti abbiamo per la salvaguardia dell’ambiente che può concretizzarsi attraverso una scelta “semplice”: abbattere significativamente
l’emissione di CO2. In Europa il settore delle costruzioni é responsabile nei riguardi dell’ambiente, del 50% per il consumo di risorse naturali, il 40% dell’energia e il 16% dell’acqua. La cultura del costruire deve cambiare, affrontando questa situazione, attivando un processo di responsabile “adattamento” per individuare un migliore, bilanciato e rinnovato rapporto con il clima e in generale con l’ecosistema senza limitare lo sviluppo. Tutto ciò implica il concetto di sostenibilità, ovvero dare vita ad uno sviluppo che risponda ai bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future. Ricordiamo infatti che “La terra ha risorse sufficienti per il bisogno di tutti, ma non per l´avidità di tutti.” (Mahatma Gandhi)

Ci sarebbe un vantaggio indiretto per l’ambiente dato che una drastica e rilevante riduzione dei consumi di energia fossile comporta un abbassamento di gas e sostanze nocive, in particolare del biossido di carbonio (CO2), colpevoli del drammatico effetto serra i cui esiti, attraverso l’innalzamento della temperatura del globo, sono le terribili catastrofi ambientali. Un ulteriore miglioramento per l’ambiente può esprimersi se, nelle scelte tecniche nei riguardi di isolamenti e sistemi di riscaldamento si evita l’impiego di materiali sintetici derivati dall’impiego del petrolio e da energie fossili. Oggi, infatti, vi sono grandi disponibilità sia per l’impiego di materiali ecologici naturali sia per le varie possibilità tecnologiche collaudate e sicure per lo sfruttamento dell’energia pulita.
E’ necessario, pertanto, basarsi su tre principi:
la valutazione dei cicli di vita dei materiali;
lo sviluppo dell’uso di materie prime e di energie entrambe rinnovabili;
la riduzione delle quantità di energie consumate durante tutto il ciclo di vita dei prodotti, dall’estrazione della materia prima al suo smaltimento, al riciclo. L’edificio quindi deve rispondere a criteri di consumo stabiliti e certi, controllati e rintracciabili attraverso un protocollo di certificazione energetica finale.

“La Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli”.
Antico proverbio indiano

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