Inquinamento acustico? No, grazie.

Posted by on Mar 29, 2016 in Consigli di Fersol | 0 comments

Inquinamento acustico? No, grazie.

 

Molti sono i problemi riguardanti la salubrità degli spazi e quindi anche della salute e tra questi ricopre un ruolo importante anche il rumore.
Nel 1995 è stata emanata la LEGGE del 26 ottobre, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico), per stabilire i princìpi fondamentali riguardanti la tutela dell’ambiente sia esterno sia abitativo dall’inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 117 della Costituzione.
L’udito dell’uomo non ha una sensibilità lineare del rumore, sia per quanto riguarda l’intensità sia per la frequenza del suono e tutto questo viene misurato secondo una scala espressa in decibel.
L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostiene che nell’Unione Europea nove cittadini su dieci sono esposti a rumori superiori ai 65 decibel. Anche in Italia molti sono i rumori che creano un danno sull’organismo, in fatti da un’indagine è emerso che 40 milioni di individui sono soggetti quotidianamente a dei livelli alti di inquinamento acustico, con danni non solo all’udito, ma anche sull’apparato cardio-circolatorio. Inoltre, da studi recenti è emerso che l’inquinamento acustico causa danni anche al sistema immunitario e ormonale, senza dimenticare le problematiche psicologiche generate dallo stress dovuto al disturbo, fastidio e irritazione.
L’inquinamento acustico o inquinamento da rumore è una delle forme più subdole e pericolose di inquinamento, soprattutto oggi che viviamo in una società moderna e industrializzata, dove sono moltiplicate in modo esponenziale le attività umane fonte di rumore.
Possibili soluzioni: intervenire, ove possibile, mediante insonorizzazione dei locali interessati.
Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 ( Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici), proprio con l’Art. 3 specifica i valori limite al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore. Pertanto si sono definiti i valori limite delle grandezze basate sui requisiti acustici passivi dei componenti degli edifici e delle sorgenti sonore interne.
Si sono classificati gli ambienti abitativi secondo l’art. 2 della sopracitata Legge:
– categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;
– categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;
– categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;
– categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche. case di cura e assimilabili;
– categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
– categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;
– categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.
Da qui poi sono stati fissati dei parametri a seconda della categoria di appartenenza.
Gli edifici devono essere quindi progettati e costruiti in modo da garantire che gli occupanti siano correttamente protetti da rumori provenienti sia dall’ambiente esterno sia da quello emesso da sorgenti interne o contigue.
Appare dunque subito palese che un adeguato e valido involucro edilizio isola dai disturbi acustici. Questi risultati si possono ottenere non solo sulle nuove costruzioni, ma anche in quelle già esistenti, adottando un valido isolante termico ed acustico.

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