Educazione ambientale nelle scuole

Posted by on Giu 7, 2017 in Consigli di Fersol | 0 comments

Educazione ambientale nelle scuole

 

Per più di 200 giorni scolastici gli alunni, gli insegnanti e il personale ausiliare vivono per 6 o più ore all’interno dell’Istituto, perciò si è reso necessario rendere questi edifici energicamente efficienti e puliti. Pertanto hanno cominciato a costruire e a investire nelle energie rinnovabili per risparmiare sia sui consumi sia sulla riduzione delle emissioni di gas nocivi per l’ambiente. Proprio per raggiungere questo obiettivo nel 2014 sono state stanziate delle risorse da parte della Presidenza del Consiglio, affinché si potessero finanziare le scuole d’accordo ad adottare energie alternative per avere la stessa efficienza con un maggior risparmio, nonostante sia solo l’inizio di una lunga strada da intraprendere. Il primo problema che appare subito in modo lampante è dato dal fatto che il 91% circa degli edifici scolastici è stato costruito negli anni precedenti l’entrata in vigore della Legge relativa all’efficienza energetica, approvata nel 1991. Inoltre, molte scuole non sono state costruite a norma, secondo un preciso piano antisismico. Appare quindi subito evidente che oggi in Italia è necessario un intervento veramente drastico sulla riqualificazione degli edifici sia in termini di sicurezza sia in termini di efficienza e risparmio energetico.

Il terremoto di Amatrice, che ha provocato  il crollo di un edificio scolastico, ha messo in evidenza la precarietà di questi edifici, nonostante  su questa scuola fossero stati realizzati nel 2012 interventi di ristrutturazione per  quasi 700mila euro. Questo ci dimostra quanto sia urgente e necessario avere edifici più sicuri.  Per questo Legambiente chiede al Governo di partire il più presto possibile  con un piano di messa in sicurezza di tutte le scuole per evitare tragedie di vite umane.

Anche nel campo del risparmio energetico sono ancora poche le scuole che utilizzano queste energie rinnovabili. E’ d’obbligo ricordare che le energie rinnovabili sono forme di energia che si rigenerano in tempi piuttosto brevi.  Gli impianti maggiormente utilizzati sono i pannelli fotovoltaici e quelli solari termici. Secondo un sondaggio eseguito da Lega Ambiente la regione che utilizza più risorse rinnovabili nelle scuole è la Puglia, mentre la Val d’Aosta e il Molise non ne fanno uso nelle scuole; al nord il fanalino di coda sembra essere proprio l’Emilia Romagna.

Nelle scuole viene organizzata anche la raccolta differenziata per plastica, carta, alluminio, vetro, pile, toner e umido.

E’ necessario, infatti, partire proprio dalla scuola per effettuare una educazione al rispetto ambientale per sviluppare, nei cittadini di oggi e in quelli futuri, la presa di coscienza della necessità di salvaguardare le risorse del  nostro pianeta. L’evoluzione del nostro sistema di vita, sempre alla ricerca di un maggior utilizzo di energia, ha portato sia ad un quasi esaurimento dei combustibili tradizionali sia dei cambiamenti climatici, come l’aumento della temperatura globale pericolosa per l’uomo e la sua esistenza. L’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) è ormai da tempo che sottolinea la pericolosità della crescita delle emissioni di gas ad effetto serra molto  nocivi  e non in linea  con le misure sulla sostenibilità globale.

E’ per questo motivo che bisogna intervenire subito sui giovani, anzi sui bambini, per sensibilizzarli, fin dalla scuola materna,  al rispetto dell’ambiente al fine di creare un  mondo pulito. In questo modo la scuola diventa una palestra di vita.

 

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